lunedì 27 maggio 2013

Il grande Gatsby (scritto da F.S. Fitzgerald)

Titolo originale: The great Gatsby

Lo lessi qualche anno fa. Fu un regalo, molto gradito. Mi piace quando mi regalano i libri! L'ho riletto perché ho visto il film che è uscito da poco (sono una fan di Di Caprio!). Mi è piaciuto, ma ho sentito il bisogno di rileggere, come dire....l'originale! Quando lo lessi la prima volta, rimasi stupita. Non mi aspettavo mi sarebbe piaciuto così tanto. E rileggendolo non mi ha deluso. Il suo cinismo mi ha rapito. È scritto in prima persona, da Nick Carraway. Nick si trasferisce nel West Egg. Ha una casa modesta, e al di là della baia vive la cugina, Daisy, sposata con un suo vecchio compagno di università: Tom. Siamo nei ruggenti anni '20, e la visione della storia che vuole dare il nostro Nick è senza giudizio. Sappiamo tutti che è impossibile, anche lui, quindi io preferisco dire che lui sembra cerchi di non avere PRE-giudizi. Comunque, di fianco alla sua modesta dimora si erge una sorta di castello, con un giardino perfetto, e dove per tutta l'estate si festeggia alla grande. Davvero, feste grandiose dove praticamente tutti gli invitati non sono invitati. Sono imbucati. Quasi nessuno conosce il proprietario di casa di persona, e circolano varie voci su chi sia in realtà e cosa abbia fatto nella sua vita. Lui è Jay Gatsby. Contrariamente a tutti gli altri, Nick riceve un invito per una di queste famose feste, e conosce così il suo vicino. Gatsby è come avvolto da un alone di mistero, e sembra che con quel suo sorriso riesca davvero a conquistare qualsiasi persona. Spesso Nick si accorge che Jay gli sta raccontando qualcosa che non è reale, ma capisce anche come mai riesca a convincere sempre tutti. Per tutto il racconto i suoi sentimenti per Gatsby sono contrastanti. Non sopporta il suo modo di pensare, le sue conoscenze, e a volte è davvero infastidito da alcuni suoi comportamenti. D'altra parte, lo ammira e lo capisce. A volte vorrebbe andarsene e lasciarlo solo, altre vorrebbe dargli una pacca sulla spalla e complimentarsi. Il fatto è che questo ragazzo che sembra esser diventato ricco dal nulla, ha uno scopo. No, chiamiamolo sogno. Un sogno nel quale ripone tutta la sua speranza. Daisy. Sì, quella piccola viziata menefreghista e sbadata ragazza. Non svelo di più altrimenti vi svelo tutto il libro. In ogni caso mi piace davvero molto come è scritto. Le metafore, le frasi, i dialoghi. A volte rileggendolo trovavo frasi sottolineate e piccoli appunti di fianco. Mi ha colpito davvero molto. E ho subito adorato Gatsby. Anche Nick non è male. Sono ironici, cinici. E ti ritrovi in mezzo agli sbalzi di opinione che Nick ha verso Jay. Io credo che leggendolo, non si possa rimanere immuni al fascino di questi personaggi. Di questi anni. Di questa storia romantica senza essere diabetica, e trasudante speranza. Una speranza in un sogno appartenente al passato. Insomma, lo consiglio, sì.
Ho letto ultimamente articoli sul film, appunto, di Baz Luhrmann. Dicono che non mette in risalto la storia d'amore, che le feste sono una copia del film Romeo+Giulietta, che è una sorta di flop insomma. Io non credo proprio. La storia arriva dritta al cuore, come arriva dal libro. Certo, in maniera diversa, ma non è questo il punto. Nel film ho amato le riprese vertiginose iniziali, e l'attenzione a piccoli particolari descritti nel libro, a frasi riportate fedelmente, ma soprattutto quali frasi. Secondo il mio modesto parere, è stato un bell'omaggio. E non mi sembra che le feste siano state così esagerate. Nel libro le descrive feste esagerate. Ecco, forse nel film Nick è descritto soprattutto quando è pro-Gatsby, mentre nel libro forse è più il contrario. Ma riflettiamo un attimo. Leggiamo il titolo. Il grande Gatsby. La storia la vuole raccontare Nick, e nel farlo non riporta mai che qualcuno lo chiamasse con questo appellativo: grande. È quindi una sua scelta descriverlo nel titolo come grande. Pensandoci, il titolo si può leggere in due modi. Un pò come l'atteggiamento che ha verso Gatsby in tutto il romanzo. Descrive in modo vero. Semplice. Non facile, badate, ma semplice. Dritto al punto. Senza paura. Merita davvero di essere un classico.

P.S.: Credo che Leonardo Di Caprio abbia capito Gatsby. È stato magnifico nell'interpretarlo. Diciamo che all'inizio ero un po' come Nick: Di Caprio è il mio attore preferito, ma sarebbe riuscito a dar davvero vita a uno dei miei personaggi preferiti? La risposta è stata sì. Beh, un grazie anche al regista aggiungerei.
Seconda cosa. Ci sono davvero perle di vita in questo romanzo.

martedì 14 maggio 2013

Piccoli mostri da incubo (scritto da Kelly Link)

Titolo originale: Pretty Monsters

È una raccolta di racconti brevi. Sono particolarmente affezionata ai racconti brevi, mi piacciono molto in genere. Adoro come scrive Kelly Link. Concisa. Sincera. E anche ironica! A volte "blocca" la narrazione della storia per dire qualcosa, e magari è capace di scrivere cose come «Ma certo a voi non interessa la mia opinione sulla poesia. Vi conosco bene, anche se non ci conosciamo. State aspettando che arrivi alla parte dove si dissotterra una bara». È geniale! In questi racconti è presente del sovrannaturale, ma non esagerato, quel pizzico che serve per farti sentire strano. Per rendere tutto più misterioso e accattivante, senza però che tu te ne renda conto. Ammaliante. Ecco, ho trovato l'aggettivo. Ci sono bare dissotterrate per riprendersi delle poesie, capelli e cappelli inquietanti, gemelli (dai, come dice la Link, fanno sempre effetto i gemelli in queste storie!), maghi, poteri, un racconto dentro un racconto, giochi grotteschi, e strane trame. Il più delle volte finisci il racconto e ti chiedi: ma è davvero la fine? Cosa sarà successo davvero? Ti lascia sempre quel piccolo dubbio che ti affascina ancor di più e che nel frattempo ti logora un pochino di curiosità! E quindi ti ritrovi che vuoi leggere! Accidenti vuoi leggere cosa succederà ai prossimi protagonisti! Inoltre l'autrice giudica, in qualcuno dei racconti, i suoi personaggi. Li critica, e non solo da come li descrive...proprio esplicitamente, palesemente. E te lo ribadisce! Inoltre non è banale. Di solito è facile cadere un po' nei clichè, ma Kelly Link è riuscita a creare un suo mondo, a portare i suoi racconti su di un'altra dimensione. È stata una lettura divertente, stimolante, ammaliante (sì mi piace questo aggettivo!), interessante. Ci sarebbero altri aggettivi, davvero, sarebbero troppi! Inoltre gioca davvero molto con il lettore. A volte ti stupisci, inarchi le sopracciglia e pensi: ma....sta parlando con me! È davvero una cosa buffa! E che ti rapisce ancor di più. Quindi ha ragione a dire appunto: "vi conosco bene, anche se non ci conosciamo"...è furba! E mi piace! Sì sì, consigliato vivamente!
Vi scrivo di seguito i titoli dei racconti che costituiscono la raccolta. Purtroppo sono solo in italiano!

-La bara sbagliata
-I maghi di Perfil
-Magia per principianti
-La borsa fatata
-Il cappello dello Specialista
-Il mostro
-Il surfista
-La sentinella di Abal
-Piccoli mostri da incubo
-Il gioco di Cenerentola

Ah poi altre due cosucce. Adoro come iniziano questi racconti. Non con troppe prefazione che spiegano chissà cosa, o i soliti "C'era una volta". Iniziano schietti! Fantastico! Inoltre questo libro l'ho comprato a peso. Sì davvero. C'era una bilancia, e tu prendevi un libro dal banco del Promo a peso, lo pesavi e ti veniva fuori quanto lo dovevi pagare. Esatto, come si fa con la frutta e la verdura nei supermercati. Gran colpo di fortuna, me lo dico da sola!  Sono tutti racconti un po' inquietanti o comunque particolari. Insoliti. A volte poi il titolo sembra banale, e poi ti devi ricredere. Insomma, vi consiglio di leggerlo. Siate curiosi!

lunedì 6 maggio 2013

Dracula (scritto da Bram Stoker)

Allora, premettiamo che ho preso il libro in biblioteca, e l'edizione che c'era era degli anni '70. A volte dovevo capire cosa ci fosse scritto perché gli errori di battitura erano assai frequenti. Eheheh. Ero veramente curiosa di leggere l'opera originale. Ed ero contenta di non avere stereotipi nella mia mente. Certo, sapevo come si uccide un vampiro, o che cosa sono. Non avevo mai visto però nessun film sul Conte Dracula, o sceneggiato, o quel che vi pare. Per cui la mia testa era come una spugna nuova, che poteva assorbire tutte le informazioni, senza respingerne alcuna. Devo ammettere che mi è piaciuto. Innanzitutto è bella la struttura: tutto sotto forma di stralci di diari, o di articoli di giornali, o telegrammi, o lettere. Abbiamo soprattutto il punto di vista di Jonathan Harker, Mina Murray (che presto diventa Mina Harker...aaaah, l'amour!), nella prima parte Lucy Wenstenra, il Dottor Seward e qualcosa scritto anche dal Dottor Van Helsing. Inizialmente siamo in Transilvania, nel castello del conte, e il giovane Harker deve svolgere dei compiti legali per il caro Conte Dracula. Scrive ogni minimo particolare di quel che succede nel suo diario stenografato (vorrei imparare pure io) e ben presto ci troviamo a leggere degli orrori che percepisce nel castello, di incontri con creature a sua detta diaboliche, e di come si senta in trappola. Queste sensazioni ci arrivano amplificate, perché sono descritte dalle parole stesse di chi le sta vivendo, e con un bel ritmo incalzante. A volte mi veniva da sorridere, perché comunque il modo di parlare era decisamente diverso dal nostro. Un po' più aulico posso dire. Ma anche questo aspetto non era affatto male! Mina è la fidanzata di Jonathan. Questa donna è un genio, più si va avanti nella storia, più lo si comprende. A parte doti di intelligenza, è una donna forte. Forse quella che nella storia ha più forza psicologica di tutti. Persino di Van Helsing. Comunque, Mina oltre al diario ha una fitta corrispondenza con la dolce Lucy. Chioma rossa, occhi dolci, e una persona buonissima (ecco, sono tutti un po' troppo buoni forse. A parte Dracula, ovviamente). Lucy è talmente amabile che ben in tre uomini le hanno chiesto la mano: il Dottor Seward, l'americano Quincy Morris, e l'audace Arthur Holmwood (o Lord Godalming, quando morirà il padre). Lucy è innamorata di Arthur, e sarà lui la sua scelta, malgrado l'addolori dover far soffrire gli altri due. La beffa è che i tre uomini sono grandi amici. Poracci. In ogni caso la coppia di innamorati non si sposerà mai. Lucy verrà morsa dal Conte. Piano piano perde le forze, si trasforma. Nemmeno Van Helsing, che già ha un'idea di cosa stia accadendo, riuscirà a salvarla. E dovranno superare una prova di grande forza: distruggere la Non-morta che ormai Lucy è diventata. Insomma, per una serie di circostanze si ritrovano tutti assieme, Mina, Jonathan, Seward, Quincy, Arthur e Van Helsing. Riapriranno il diario di Harker (che se avesse potuto avrebbe volentieri evitato. Non voleva ricordare nulla di quel periodo, ma sapeva che prima o poi quelle informazioni sarebbero servite). Ed inizia la caccia. I personaggi mi piacciono assai. Mi piace la laconicità (si dice?!) di Quincy Morris. Lo adoro quando tutti sono in ansia e agitati, e lui fa le sue domande, calmo e tranquillo in apparenza. Mi piacciono i coniugi Harker. Sono talmente innamorati. I loro scambi di sguardi, le strette di mano al posto delle parole. A volte sono un pò esagerati, ma va bene così. Inoltre quello che dovrebbe essere il protagonista, quindi il Conte, sembra davvero essere un' ombra sfuggente. Perché mentre noi siamo dentro alle sensazioni, alle idee, ai dubbi di questi personaggi, il Conte è sfuggente. Ne abbiamo un'idea all'inzio grazie a Jonathan. Comunque sempre raccontato da altri, con il punto di vista dei "buoni". Insomma, non l'avrei mai detto, ma leggere questo classico mi è piaciuto. Per cui che siate fan sfegatati di vampiri, o che siate semplicemente curiosi come me, questa è una lettura che consiglierei!

giovedì 18 aprile 2013

Undead. Gli immortali (scritto da D. Stoker & I. Holt)

Titolo originale: Dracula: the Un-dead

È il primo sequel autorizzato di Dracula. A scriverlo, il pronipote di Bram Stoker che risponde al nome di Dacre Stoker, e un grandissimo fan e studioso del mito di Dracula, nonché sceneggiatore dal nome Ian Holt. Questi due personaggi hanno tutta la mia ammirazione. Holt è riuscito a realizzare il suo sogno, semplicemente credendoci e rimboccandosi le maniche. Hanno voluto scrivere questo sequel, per poter dare vera giustizia al romanzo di Bram. Ci sono stati un pò di casini in passato sui diritti d'autore in America, si sono presi molte libertà e non hanno pagato un centesimo a Florence, la moglie di Bram. Insomma, la famiglia Stoker ha perso un po' l'entusiasmo, e diciamo che non ha proprio una bella opinione di Hollywood, giustamente. Pensate che c'è gente ormai così presa dalle versioni cinematografiche, che quando legge il romanzo dice: no, si è sbagliato. What?! Ahahaha! Dire che il creatore si è sbagliato è un po' un controsenso, ma va bene così. Comunque, in questo libro troviamo i sopravvissuti della compagnia degli eroi, e il figlio di Mina e Jonathan Harker che porta il nome del povero Quincey Morris. Premetto che io, non odiatemi, non ho mai letto Dracula di Bram Stoker. Mai visto nemmeno i film. Ma questo sequel mi è talmente piaciuto, che sono corsa alla biblioteca per cercare il romanzo del caro vecchio Stoker. La cosa che poi ADORO in questo libro è come ci siano personaggi realmente esisti all'epoca, e persino personaggi ripresi dalle vecchie stesure di Bram. Inoltre, è presente Bram stesso! Poi ci sono tanti piccoli dettagli e indizi nascosti, e io sono andata in brodo di giuggiole! Alcuni poi te li svelano i due autori nella postfazione. Si scusano anche con i "puristi" per aver dovuto modificare qualche data, o qualche particolare. Ma è tutto spiegato. È tanta la passione e la voglia di riscatto che hanno messo in quest'opera, che non puoi non accorgertene. Inoltre il ritmo della narrazione parte moderato per poi aumentare, proprio come gli eventi che accadono. Mi piace come hanno strutturato i personaggi, come ci siano alcune brevi scene, che capsici solo dopo, e mi piace tutto il lavoro, tutto lo studio che c'è stato dietro. Davvero, hanno messo il cuore in questo romanzo. Hanno voluto fare un grande omaggio a Bram Stoker, riscattare la famiglia ormai amareggiata e riaccendere la scintilla per poter riportare a galla Dracula il libro, non i film con libere interpretazioni. E devo dire che ci sono riusciti, perché ho sentito il bisogno di leggere di Dracula, della compagnia degli eroi, per poi trovare anche tutti quei particolari qui, in Undead. Insomma, non vedo l'ora di iniziare Dracula, di Bram Stoker. Grazie Dacre e Ian, siete riusciti nel vostro intento!

mercoledì 10 aprile 2013

Il ballo (scritto da Irène Némirovsky)

Titolo originale: Le bal

È un racconto breve. Lo scrisse nel 1928, quando aveva venticinque anni. La cosa particolare è che questa autrice è nata a Kiev, ma essendo vissuta a Parigi, i suoi racconti li scrive in francese. Questa particolare trama si sviluppa attorno alla preparazione di questo ballo. I signori Kampf sono nuovi ricchi, e per poter entrare davvero nell'alta società decidono di fare quello che fanno tutti: ostentare la ricchezza, organizzare un ballo. La quattordicenne Antoinette però non potrà parteciparvi. La madre sembra che la disprezzi in modo soffocante, e alle repliche della figlia le risponde che non è ancora una donna, e non lo sarà per molto tempo. È lei la donna, è lei l'affascinante di casa. Nel corso del racconto la piccola (così viene spesso chiamata) si interroga sulle persone dell'altro sesso. Come sarà baciare? Perché le è vietato crescere, diventare una donna? Eppure, lei sa che succederà presto. Sua madre invece sembra decisa a imprigionarla in uno stadio infantile, per non avere rivali. Io, io, io... La tratta davvero malissimo, le dice cose terribili, la sminuisce di continuo. Tutto questo perché vuole rimanere la donna di casa, perché è schiava del denaro e nessuno, nessuno deve sapere che loro non sono sempre stati ricchi. Deve essere tutto perfetto, deve andare tutto come dice lei. Non ha molto tempo. Lo specchio le dice ogni volta che si specchia che ormai non è più tanto giovane. E così Antoinette medita la sua vendetta. Senza rimorsi, senza commozione. Ah, mi piace. Ha un modo di scrivere molto soffocante in realtà. Nel senso buono. Ti senti come trasportato dentro a un ciclone, ma non riesci mai ad arrivare a quel punto di calma. È febbrile. La figura della madre, è una matrigna. La donna è vista come arrampicatrice, e sempre più desiderosa di ricchezze. L'uomo è lì, a sopportarla, a deriderla pure, a volte. Questo racconto è come una piccola breccia nel mondo della Némirovsky, che mi piacerebbe approfondire. Inoltre lei, essendo ebrea di origine, venne deportata e morì ad Auschwitz. Continuò comunque sempre a scrivere e noi abbiamo le sue ultime opere grazie alle figlie e alla loro valigia piena dei diari, delle lettere e delle bozze precise della madre. Anche questo lato biografico mi affascina. Inoltre mi piace come descrive il cambiamento, anche fisico, nella signora Kampf dopo che è diventata ricca. È un'autrice che voglio conoscere meglio. Se vi capita, leggete questo racconto breve.

lunedì 8 aprile 2013

La traccia dell'angelo (scritto da Stefano Benni)

Intanto mi piace leggere un libro nella sua lingua originale, soprattutto se è italiano! Questo autore non l'avevo mai letto e il suo libro mi è capitato fra le mani per caso. Me lo ha portato mia sorella. Non ha molte pagine, ma scava. Mi piace come scrive. Frase brevi, concise. E dirette. È come un coltello. Però non ti ferisce facendoti male, è quel dolore piacevole, quel dolore sopportabile, che ti rende più vivo. Avete presente? Come quando non so, fai un salto da un posto molto alto e c'è quel momento che sei sospeso in aria. Eccitazione e paura insieme. Poi arrivi a terra e magari ti cedono un secondo le ginocchia e ti ritrovi a terra. Un piccolo livido, che però cavolo, ti ha tenuto sveglia. E vedi, in quel momento, tutto più limpido (nel libro Beauty direbbero che ti rende "frizzolo"!). Adoro poi il nome del protagonista: Morfeo. È tutta la sua vita raccolta in poche pagine, con salti temporali, e appunto segnata dalla traccia degli angeli. Sarò sincera. Non sono in grado di ri-raccontare la trama. Però posso dirvi quali sono gli argomenti che accompagnano la storia. La vita di Morfeo, da quando era piccolo e gli cadde in testa una persiana, causandogli una commozione cerebrale. Viene dimesso dopo qualche giorno. E poi è grande. Un dottore gli annuncia che ha l'epilessia e lo imbottisce di medicinali. È questo l'argomento. L'essere schiavi di medicine, e dei mercanti di medicine. È un attacco a quel mondo. Sì, è pienamente condiviso da me. La dipendenza da farmaci che spesso può essere evitata, ma non possono evitartela: l'economia dei mercanti di medicinali. E ci sono gli angeli. Non sempre buoni, non sempre cattivi, che vogliono stare fra gli uomini. Fare di più per loro. Ma non ci sono sempre. A volte arrivano, a volte ti abbandonano. È la traccia del'angelo. E se all'inizio non capisci appieno cosa significhi, insieme a Morfeo arrivi a comprendere. È una lettura che mi è piaciuta. Talmente, che dopo tanto tempo ho ripreso la matita in mano per sottolineare le frasi che più mi colpivano. Finisco questo post con un estratto dal libro:
"Un angelo non c'è sempre. Se no, non è un angelo. La sua prerogativa è che qualche volta arriva e qualche volta ti abbandona. Ecco l'essenza, la traccia dell'angelo."

domenica 7 aprile 2013

Beauty -trilogia (scritto da Scott Westerfeld)

I. Brutti (Uglies)
II. Perfetti (Pretties)
III. Speciali (Specials)

Come detto in precedenza, avevo interrotto la lettura di questo tomo, causa arrivo dell'ultimo libro di Harry Potter in inglese. Quando l'ho ripreso, c'è voluto un pò di tempo per ricarburare. Ero a metà del secondo libro (ogni libro è diviso in tre parti). Ma l'ultimo...l'ultimo l'ho letto in pochissimo tempo. L'ho divorato. Ma partiamo dall'inizio. Allora, dovete sapere che qualche anno fa uscirono i primi due libri, separatamente, ma non il terzo. Stamparono invece il tomo che appunto ho preso io, con tutti e tre i volumi al suo interno. Per cui chi aveva preso i primi due volumi qualche anno fa è rimasto fregato, si è dovuto comprare il tomo unico per sapere come andava a finire. Ecco, io qualche anno fa notai la copertina di Brutti. Mi ispirava, sia la grafica del libro, che la trama. Però ero sempre indecisa, non riuscivo mai a comprarlo. Poi, quest'anno, per caso mi imbatto in questo volume unico. Ping... un segnale. Mi sembrava una trama familiare, ma la copertina era totalmente diversa e non capivo. Poi, a casa, l'illuminazione! Credo fosse destino isomma. Detto questo, cercherò di farvi capire perché mi è piaciuta tanto questa trilogia. È ambientata in un mondo dopo il nostro, superiore, pieno di tecnologia. E qui già si arriva a qualcosa di particolare: super tecnologia per non dover più sfiorare la natura selvaggia, gli alberi o gli animali. Sono tutti vegetariani, hanno aggeggi che spara loro tutto ciò che vogliono, librauto, librelle, elastigiacche. E non esistono conflitti. Non ci sono guerre. A scuola spiegano come vivevamo noi, e ragazzi davvero...ti sale la vergogna. Voglio dire, quello di cui parla Westerfeld è un mondo esageratamente "perfetto"-o almeno così sembra all'inizio- ma fanno piccole osservazioni, o frasi sul nostro stile di vita, che io credo di avere amato l'autore per questo. Dal mio punto di vista, l'intera saga è un manifesto contro l'uomo di adesso. E lo condivido. Torniamo alla trama però. Per evitare che ci siano conflitti, causati da colore e razze diverse, da diverse opinioni e diversa morfologia, a 16 anni ci si deve sottoporre ad una operazione di super chirurgia plastica che ti renderà Perfetto. I piccoli si chiamano Cuccioli, i ragazzi adolescenti che aspettano con ansia di poter diventare Perfetti, sono i Brutti. Iniziate a capire? Quando si diventa Perfetti, si passa al di là del fiume e si vive sull'isola dei NeoPerfetti. Questi sono sempre dietro a far festa e fare quello che più li aggrada, senza freno e senza cerimonie. Feste, alcool, feste. Tally Youngblood è la ragazzina Brutta che non vede l'ora di compiere i fatidici 16 anni. Si ritrova sola nel Dormi, e decide di fare uno "scherzo tipico da Brutti" e recarsi sull'isola assolutamente vietata dei NeoPerfetti per poter incontrare un amico. Fa un gran casino, riesce ad intrufolarsi ad una festa, a incontrare l'amico ormai Perfetto e rimane quasi shockata. Si sente inutile, si sente brutta, si sente sbagliata. Dopo questa bravata, che finisce con un'uscita trionfale, conosce una nuova amica: Shay. Lei ha qualcosa di diverso, non sembra entusiasta dell'operazione. I loro compleanni cadranno lo stesso giorno e Tally ne è felicissima. Shay le insegna a volare con le librelle, e fanno un sacco di scherzi assieme. Shay piace molto a Tally, ma poco prima del fatidico giorno l'amica le confessa che scapperà e la prega di andare con lei. Esiste un luogo laggiù, che si chiama Fumo, dove i Brutti che non vogliono sottoporsi all'operazione (obbligatoria), scappano. Per essere loro stessi, per rimanere Brutti. Tally non può crederci, non può essere vero. È semplicemente disgustata dalla proposta. Lei vuole diventare Perfetta. Non dirò altro, poiché altrimenti praticamente vi svelerei tutto il primo libro! Non sarebbe molto carino da parte mia. Comunque, durante la trama ci saranno tradimenti volontari e involontari, la conoscenza di Fumo e dei Fumosi, e delle forze di Circostanze Speciali. Questo ordine sembrava essere solo leggenda, e invece dei Perfetti di una bellezza terrorizzante, con lineamenti da lupo, faranno scoprire a Tally che esistono davvero, sono gli Speciali. Durante tutta la storia Tally cambierà spesso, ma quel suo qualcosa riuscirà a farla essere comunque sempre se stessa. È una ragazzina testarda, egoista forse un po', piena di dubbi e paure, ma coraggiosa senza volerlo. Ci saranno molti personaggi interessanti, e sviluppati bene secondo il mio parere! L'ultimo libro, come già detto, l'ho letteralmente mangiato. Dovevo assolutamente capire come sarebbe andato a finire. E mi è piaciuta, la fine non mi ha delusa, una fine intelligente secondo me. I capitoli sono brevi, ed è divertente capire il perché abbiano quel particolare titolo, inoltre fanno in modo che la lettura sia meno "pesante". Amo particolarmente quando parlano di noi, dei Rugginosi. A volte quasi sembrano provare pietà per noi. Dei poveri ignoranti assetati si potere e accecati dai soldi e dal volere avere sempre di più. Come dicevo, un Manifesto contro l'uomo dei nostri giorni. I Perfetti poi sembrano come imbambolati, sempre dietro a fare festa e a non pensare praticamente a niente. E anche in questo caso Tally farà scoperte sconcertanti, che un po' le daranno uno schiaffo per svegliarla un attimo! È come se l'autore ci desse una chance. Voglio dire, ci "condanna" un po' per il nostro stile di vita, ma allo stesso tempo anche questo nuovo mondo ai nostri occhi sembra esagerato. Ti senti sballottato, dubbioso. Non capisci se effettivamente abbiano ragione o meno sul nuovo modo di vivere, o cosa ti disturbi tanto. La chance di cui parlavo è quella di dirci, fra le righe, che abbiamo una scelta. Ci fa capire a cosa ci porterà il nostro comportamento e ci dice: ehi, guarda che tu puoi cambiare, possiamo scegliere, possiamo ancora accorgercene. Tu puoi pensare con la tua testa, sempre. E quando te ne accorgi puoi decidere se fare finta di niente e decidere che così va bene, o lottare per te stesso. Questo libro dovrebbero leggerlo tutti, in tutto il mondo. I potenti, i ragazzi, i ricchi, chi fa le guerre, chi è schiavo del denaro. Sarebbe un bello schiaffo. L'avrete capito ormai, io adoro i ribelli, adoro chi sceglie di pensare con la propria testolina! Leggetelo, fa bene!