Titolo originale: Rosie's Troubles.
Eccoci. Leggendo questo libro, mi sono poi andata a documentare sulla storia d'Irlanda, precisamente della guerra d'indipendenza degli anni '20. E credetemi, mi ha salvato un'interrogazione di storia alle superiori! Non stavamo studiando quel secolo, ma sapendo grazie a questo romanzo le condizioni di vita in Iranda in quegli anni, li ho comparati a quelle del secolo che stavamo studiando, e non avendo ripassato troppo, mi son salvata facendo un bel confronto! Ma a parte questo che non è importante, questo libro oltre ad essere scorrevole e piacevole, mi ha colpito al punto da farmi fare ricerche storiche. Non mi succede spesso! Comunque, tornando al libro e alla sua trama, narra di una bambina che deve fare una ricerca per la scuola. Non è molto entusiasta, i suoi genitori sono partiti e lei deve rimanere dalla nonna a sentire le solite storie. Ma accade una cosa strana. La nonna accende l'interesse della nipote, raccontandole di un'Irlanda a lei sconosciuta (appunto quella anni '20) e di una sua amica di cui non ha più avuto notizie. Rosie decide quindi di fare qualche ricerca e scoprire cosa è successo all'amica della nonna. Accade però qualcosa di veramente particolare. Rosie si ritrova catapultata in una Dublino sconosciuta, povera e in piena guerra. Si ritroverà in quel periodo dove Michael Collins e i suoi Apostoli scatenano la violenta reazione dei militari inglesi, e si ritroverà faccia a faccia con sua nonna. Vedrà con i propri occhi la povertà, gli stenti, la paura e le ingiustizie. E scoprirà molte cose. Questa esperienza cambierà senza dubbio la vita di Rosie, e anche di chi legge questa storia! È un libro che mi è rimasto nel cuore. Ancora oggi cerco notizie su Michael Collins, sui suoi Apostoli, su quella giornata chiamata Bloody Sunday. Oltre ad essere una bella storia, è anche un bello scorcio su di un periodo storico del quale in Italia non si parla molto, se non per niente. Io credo che sia invece importante sapere non solo la storia che tocca il nostro paese, ma altrettanto bene quelle degli altri, anche se ritenute forse meno importanti. Non lo sono. Quando lo lessi la prima volta, ricordo di essere rimasta male da quello che avevo letto. Ne avevo sentito parlare, ma mai era stato approfondito. Quasi mi vergognavo di non sapere. E allora ho cercato per i fatti miei. Per questo consiglio di leggerlo!
Eccoci. Leggendo questo libro, mi sono poi andata a documentare sulla storia d'Irlanda, precisamente della guerra d'indipendenza degli anni '20. E credetemi, mi ha salvato un'interrogazione di storia alle superiori! Non stavamo studiando quel secolo, ma sapendo grazie a questo romanzo le condizioni di vita in Iranda in quegli anni, li ho comparati a quelle del secolo che stavamo studiando, e non avendo ripassato troppo, mi son salvata facendo un bel confronto! Ma a parte questo che non è importante, questo libro oltre ad essere scorrevole e piacevole, mi ha colpito al punto da farmi fare ricerche storiche. Non mi succede spesso! Comunque, tornando al libro e alla sua trama, narra di una bambina che deve fare una ricerca per la scuola. Non è molto entusiasta, i suoi genitori sono partiti e lei deve rimanere dalla nonna a sentire le solite storie. Ma accade una cosa strana. La nonna accende l'interesse della nipote, raccontandole di un'Irlanda a lei sconosciuta (appunto quella anni '20) e di una sua amica di cui non ha più avuto notizie. Rosie decide quindi di fare qualche ricerca e scoprire cosa è successo all'amica della nonna. Accade però qualcosa di veramente particolare. Rosie si ritrova catapultata in una Dublino sconosciuta, povera e in piena guerra. Si ritroverà in quel periodo dove Michael Collins e i suoi Apostoli scatenano la violenta reazione dei militari inglesi, e si ritroverà faccia a faccia con sua nonna. Vedrà con i propri occhi la povertà, gli stenti, la paura e le ingiustizie. E scoprirà molte cose. Questa esperienza cambierà senza dubbio la vita di Rosie, e anche di chi legge questa storia! È un libro che mi è rimasto nel cuore. Ancora oggi cerco notizie su Michael Collins, sui suoi Apostoli, su quella giornata chiamata Bloody Sunday. Oltre ad essere una bella storia, è anche un bello scorcio su di un periodo storico del quale in Italia non si parla molto, se non per niente. Io credo che sia invece importante sapere non solo la storia che tocca il nostro paese, ma altrettanto bene quelle degli altri, anche se ritenute forse meno importanti. Non lo sono. Quando lo lessi la prima volta, ricordo di essere rimasta male da quello che avevo letto. Ne avevo sentito parlare, ma mai era stato approfondito. Quasi mi vergognavo di non sapere. E allora ho cercato per i fatti miei. Per questo consiglio di leggerlo!
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